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ResinaMIPosatori di resina dal 2000
Bagno con pareti continue in tonalità sabbia, doccia e lavabo sospeso

Microcemento — Milano

Fornitura e posa in opera in Lombardia e Piemonte: pavimenti, pareti, bagni e docce letti come un piano unico, senza fughe. Il ciclo applicativo si sceglie dopo aver guardato il supporto, mai prima.

Che cos'è

Pochi millimetri di materia, stesi sopra quello che c'è già.

Il microcemento è un rivestimento a spessore ridotto di matrice cementizia, applicato a mano in più strati sottili sopra il supporto che già esiste: un massetto, un pavimento in piastrelle, un intonaco. Non ha una struttura propria e non ne sostituisce una: aderisce a quella che trova e ne segue il comportamento.

Quello che si ottiene è un piano continuo, senza fughe né linee di posa, con la texture lasciata dalla lama e dalla levigatura. Le nuvolature e i passaggi di tono non sono un difetto: sono il modo in cui una superficie stesa a mano restituisce la luce, e cambiano con l'ora del giorno.

Per questo non esistono due superfici identiche. L'aspetto finale dipende dal ciclo scelto, dalla protezione applicata e dalla mano di chi posa: il campione fisico, guardato nella luce dell'ambiente, resta l'unico riferimento con cui decidere.

Zona giorno contemporanea con grande superficie continua e luce naturale
Dettaglio illustrativo di una superficie grigio chiaro con variazioni delicate
La texture non è stampata: è il segno che resta del passaggio della lama.

In sintesi

Spessore
Pochi millimetri sopra il fondo esistente. Il valore preciso dipende dal ciclo e dallo stato del supporto, e viene indicato in fase di progetto.
Matrice
Cementizia, con inerti fini e componente polimerica. È un sistema professionale di produttori specializzati: la posa è nostra, il materiale no.
Applicazione
A mano, con spatola d'acciaio, in mani successive. Ogni passata attende la precedente: i tempi di attesa non si comprimono.
Finitura
Definita dal ciclo protettivo finale, che incide sul grado di opacità, sulla resa al tatto e sulla manutenzione ordinaria.

Tre equivoci che conviene togliere di mezzo subito.

  1. Non è un massetto

    Non porta quota e non livella da solo. La planarità si costruisce prima, con ripristini e rasature: il microcemento riproduce fedelmente il piano su cui viene steso.

  2. Non è una piastrella

    Non ha fughe e non nasconde quello che sta sotto. Il supporto continua a lavorare come prima, quindi va messo nelle condizioni di farlo senza trasmettere tensioni alla finitura.

  3. Non è una pittura decorativa

    Si stende in spessore, mano su mano, con attese e levigature intermedie. È una lavorazione di cantiere, non una passata di colore su una parete.

Dove lo applichiamo

Otto situazioni, otto preparazioni diverse.

Lo stesso materiale cambia lavorazione a seconda di dove finisce. Quello che segue non è un elenco di ambienti possibili, ma di situazioni che richiedono attenzioni diverse in preparazione, in posa e in protezione.

  • Ambiente con pavimento continuo caldo e scaffalature chiare

    Pavimenti

    Il piano più sollecitato di casa e il primo che si legge entrando. Quando il fondo è sano e ben ancorato si posa sopra quello esistente, senza demolizioni.

  • Living luminoso con superficie continua grigia, parete materica e arredo contemporaneo

    Living

    Zone giorno aperte in cui il pavimento attraversa più ambienti senza soglie. La continuità regge se quote, giunti e passaggi vengono letti prima di iniziare.

  • Pareti materiche nei toni caldi con poltrona in legno e vaso bianco

    Pareti

    A parete la superficie si guarda da vicino, e la luce radente mostra tutto. Contano la planarità dell'intonaco e la scelta della finitura: spesso basta una quinta sola per dare profondità alla stanza.

  • Bagno luminoso con doppio lavabo sospeso, ampia finestra e pareti continue chiare

    Bagni

    Pavimento, pareti e piano lavabo nello stesso tono, senza la griglia delle fughe da pulire. Vicino all'acqua cambiano sia il ciclo sia la preparazione, che comprende l'impermeabilizzazione dove serve.

  • Interno doccia con pareti continue chiare, seduta integrata e nicchia illuminata

    Docce

    È l'applicazione più delicata: pendenze, angoli, raccordi e scarico si risolvono nella stratigrafia, prima della finitura. Si esegue solo dove il supporto consente di costruirla correttamente.

  • Scala grigia con pedate e alzate continue in un ambiente in completamento

    Scale

    Alzate e pedate rivestite in continuità con il pavimento, senza profili metallici a interrompere il disegno. Gli spigoli sono i punti più esposti all'uso e richiedono una lavorazione dedicata.

  • Cucina con pavimento continuo tortora e basi chiare

    Cucine

    Schienali, isole e piani di servizio in continuità con il resto dell'ambiente. Sui piani di lavoro la valutazione riguarda l'uso reale — calore, tagli, prodotti quotidiani — e da lì dipende il ciclo protettivo.

  • Caffè luminoso con tavoli in legno, grandi vetrate e pavimento grigio continuo

    Locali commerciali

    Negozi, studi e sale d'attesa dove la superficie viene calpestata tutto il giorno. Si ragiona sul passaggio previsto e sulla possibilità di lavorare per aree, riducendo i giorni di chiusura.

Una precisazione

Nessuna di queste voci è una garanzia di fattibilità. Il microcemento si applica dove il supporto lo consente: adesione, umidità, planarità e giunti si verificano in sopralluogo, prima di qualsiasi preventivo.

Fondo esistente prima dell'applicazione del microcemento

Il fondo prima dell'intervento: è qui che si decide quasi tutto quello che si vedrà alla fine.

Prima della prima mano

Il microcemento fa quello che gli lascia fare il supporto.

Quasi tutti i problemi che si vedono a distanza di mesi nascono prima della prima mano. Per questo il sopralluogo non serve a misurare i metri quadri, ma a capire cosa c'è sotto e come si comporta.

  1. Tipo e stato del fondo

    Massetto, piastrelle, intonaco, cartongesso o superfici già trattate: ognuno richiede una preparazione diversa, e alcuni richiedono di essere rimossi.

  2. Adesione

    Piastrelle che suonano a vuoto e intonaci farinosi vanno risolti prima. Il microcemento resta solidale al fondo: se cede quello, cede la finitura.

  3. Umidità

    Risalita e umidità residua del massetto sono la causa più frequente dei difetti successivi. Vanno escluse o affrontate prima di parlare di finiture.

  4. Quote e planarità

    Porte, soglie, sanitari e mobili fissi: si misura cosa cambia con lo spessore aggiunto e con le rasature necessarie, prima di prendere impegni.

  5. Giunti e movimenti

    I giunti strutturali non si coprono: si rispettano o si ridisegnano nel progetto della superficie, perché il movimento dell'edificio passa comunque.

Non dichiariamo in astratto resistenze, comportamento antiscivolo o carrabilità: sono caratteristiche del ciclo applicato e dell'uso previsto. Quando servono, si definiscono in progetto e restano leggibili nella documentazione tecnica del sistema impiegato.

Finiture e colori

Il tono si sceglie sul campione, nella luce dell'ambiente.

Le tonalità qui sotto descrivono famiglie cromatiche, non una cartella commerciale. Sul microcemento il colore è solo metà della scelta: il ciclo protettivo finale decide il grado di opacità, la resa al tatto e il modo in cui la luce si appoggia alla superficie.

Campione di finitura avorio, texture finissima e uniforme

Finitura

Avorio

Chiari

Avorio

Il tono più chiaro della gamma. Riflette la luce naturale e allarga la percezione dello spazio, mantenendo una nota calda che evita l'effetto bianco freddo.

LivingCamereAmbienti poco illuminati

Colori e texture visualizzati a schermo sono indicativi. La scelta definitiva viene effettuata sulla base di campioni e del sistema applicato.

Prima di procedere prepariamo i campioni della finitura concordata e li guardiamo nell'ambiente reale, con la sua luce. È il passaggio in cui si evita la maggior parte dei ripensamenti.

Due linguaggi di superficie

Il colore è metà della scelta. L'altra metà è il carattere.

Sotto il nome microcemento convivono due modi di intendere la superficie: uno tiene la mano dell'applicatore in evidenza, l'altro la fa sparire. Si scelgono in base al progetto, non al catalogo, e portano a cicli di posa diversi.

Arco e parete con finitura materica in tonalità neutra calda

Parete in microcemento decorativo: le velature della spatola restano parte della finitura.

Mood cromatico

Microcemento decorativo: la mano resta visibile.

È il linguaggio più materico del microcemento: nuvolature, passaggi di spatola, una superficie che cambia con la luce del giorno. Funziona dove la parete o il rivestimento della doccia diventano il carattere dell'ambiente.

  1. Avorio caldo

    Il più chiaro della selezione. Allarga la percezione dello spazio senza l'effetto freddo del bianco puro.

  2. Sabbia naturale

    Nuvolature morbide che emergono alla luce radente: il tono più richiesto nei bagni con luce naturale.

  3. Greige minerale

    Neutro discreto, si usa come fondo quando sanitari e arredo hanno già un carattere marcato.

  4. Terra chiara

    Tono caldo e terroso. Su porzioni limitate — una quinta, una nicchia — dà profondità all'ambiente.

  5. Grafite materico

    Scuro ma non piatto: il movimento della spatola resta leggibile e impedisce l'effetto monolite.

  6. Calce chiara

    Bianco caldo leggermente velato, da confrontare con pietre chiare e legni naturali.

  7. Rosa argilla

    Rosa terroso e delicato, per pareti e volumi in una gamma di toni caldi.

  8. Terracotta morbida

    Tonalità calda vicina all'argilla cotta, da accostare a lino, avorio e marroni.

  9. Ocra naturale

    Giallo dorato con una componente terrosa, per introdurre calore nella composizione.

  10. Salvia chiara

    Verde tenue con una nota calda, da valutare insieme alla luce naturale dell'ambiente.

  11. Oliva minerale

    Verde più profondo e terroso, per accostamenti con sabbia, legno e metalli scuri.

  12. Blu nebbia

    Blu chiaro desaturato, in equilibrio fra una nota fredda e una base grigia.

Su bagni e docce la tonalità va sempre valutata insieme al ciclo protettivo: è la protezione finale a determinare opacità, resa al tatto e comportamento all'acqua.

Volumi interni in finitura continua uniforme, senza profili

Volumi risolti in continuità: nessun profilo, nessun battiscopa, un solo piano di lettura.

Colori e finiture

Microcemento architettonico: la superficie sparisce.

Qui l'obiettivo è opposto: una superficie il più possibile uniforme, in cui il raccordo fra pavimento, parete e scala non si legge. È il registro che si usa quando il progetto chiede silenzio e continuità, non decorazione.

  1. Osso

    Bianco caldo e compatto, pensato per ambienti in cui la luce naturale è il vero materiale.

  2. Perla

    Grigio chiaro setoso, quasi senza variazioni: la scelta più neutra della gamma.

  3. Cemento naturale

    Grigio medio di riferimento architettonico, coerente su grandi superfici continue.

  4. Piombo

    Tono profondo e stabile, usato per definire un volume all'interno di un ambiente chiaro.

  5. Antracite

    Quasi monolitico. Richiede una lettura attenta dell'illuminazione e superfici perfettamente planari.

  6. Bianco gesso

    Bianco appena scaldato, da valutare per volumi chiari e accostamenti tono su tono.

  7. Lino

    Neutro chiaro fra beige e grigio, per una relazione discreta con arredi e serramenti.

  8. Nocciola chiaro

    Marrone chiaro con una base neutra, da affiancare a pietra, legno e toni avorio.

  9. Terra rosata

    Tono caldo e terroso, da usare nella composizione cromatica di piani e volumi.

  10. Verde eucalipto

    Verde grigiato e misurato, da confrontare con i materiali presenti nel progetto.

  11. Blu pietra

    Blu smorzato vicino al grigio, per accostamenti freddi con una presenza cromatica contenuta.

  12. Blu profondo

    Blu scuro desaturato, da valutare in contrasto con superfici chiare e luce radente.

Sono i sistemi che chiedono di più al supporto: planarità, stabilità e assenza di risalite vanno verificate prima, perché su una superficie così uniforme ogni movimento del fondo diventa visibile.

Per tutti i rivestimenti che forniamo e posiamo proponiamo un'ampia gamma di colori e finiture. La scelta si definisce sul campione, in base al sistema e all'ambiente di destinazione.

Colori e texture visualizzati a schermo sono indicativi. La scelta definitiva viene effettuata sulla base di campioni e del sistema applicato.

Metodo di lavoro

Il risultato comincia sotto la superficie.

Sei fasi, sempre nello stesso ordine. Quello che si vede alla fine dipende da come il supporto è stato letto e preparato all'inizio.

  1. 01

    Analisi

    Valutiamo supporto, ambiente ed esigenze.

    Sopralluogo e lettura della superficie esistente: tipo di supporto, planarità, stato dei giunti, presenza di umidità, destinazione d'uso dell'ambiente.

  2. 02

    Progetto

    Definiamo sistema, finitura e soluzione.

    Sulla base dell'analisi individuiamo il ciclo applicativo adatto, la finitura, il grado di protezione e i tempi di cantiere. Condividiamo campioni prima di procedere.

  3. 03

    Preparazione

    Prepariamo correttamente la superficie.

    La fase che determina il risultato: pulizia, eventuale meccanizzazione del supporto, ripristini, primer e rasature di livellamento dove necessario.

  4. 04

    Applicazione

    Posa professionale del ciclo previsto.

    Stesura degli strati secondo il sistema scelto, nel rispetto dei tempi di attesa tra una mano e l'altra. Ogni passaggio e controllato in cantiere.

  5. 05

    Finitura

    Protezione e risultato finale.

    Applicazione del ciclo protettivo previsto dal sistema e definizione dell'effetto finale, dall'opaco al satinato, secondo quanto concordato.

  6. 06

    Consegna

    Indicazioni per utilizzo e manutenzione.

    Consegna dell'ambiente con i tempi di messa in esercizio e le indicazioni di pulizia e manutenzione ordinaria della superficie realizzata.

Tempi e cicli

Nessuna fase ha una durata standard. Cicli applicativi, spessori e tempi di cantiere si definiscono caso per caso dopo il sopralluogo, in funzione del supporto, dell'ambiente e della destinazione d'uso.

Realizzazioni in microcemento

Living, bagno, doccia e scala.

Gli ambienti in cui il microcemento viene richiesto più spesso: ogni scheda descrive il tipo di lavorazione che comporta e le attenzioni che cambiano da una situazione all'altra.

Le schede qui sotto descrivono tipologie di intervento in microcemento, non cantieri eseguiti: fotografie, località e superfici sono esempi illustrativi e verranno sostituiti dai lavori reali man mano che la documentazione sarà disponibile.

Grande zona giorno con superficie continua, tavolo in legno e luce lungo le vetrate
  • Microcemento
  • Pavimenti
  • Pareti

Living con superficie continua

Pavimento e parete in microcemento in una zona giorno aperta

Località
Milano
Superficie
circa 70 m²
Bagno contemporaneo con doccia vetrata e superfici continue grigie
  • Microcemento
  • Bagni

Doccia a filo pavimento

Piatto in muratura e pareti in superficie continua

Località
Monza
Superficie
circa 5 m²
Scala bianca con pedate continue, vista dall'alto sul vano scala
  • Microcemento
  • Scale

Scala interna rivestita

Alzate e pedate in continuità con il pavimento

Località
Milano
Superficie
circa 18 m² sviluppati

Ogni scheda parte dalla stessa domanda: cosa c'era prima e come si comportava. Da lì dipendono ciclo, tempi e finitura.

Tutte le realizzazioni

Prima di chiedere un preventivo

Domande frequenti sul microcemento

Le domande che riceviamo più spesso su posa, manutenzione e limiti del materiale. Le risposte restano generali per una ragione: il caso specifico si valuta sul supporto.

È un rivestimento a spessore ridotto, applicato a mano in più strati su un supporto esistente. Non è una piastrella e non è un massetto: aderisce alla superficie che trova e restituisce un piano continuo, senza fughe.

Le risposte qui sopra valgono in generale. Supporto, destinazione d'uso e ciclo applicativo cambiano da cantiere a cantiere: per il tuo caso serve una valutazione dedicata.

Ambiente finito e luminoso con superficie continua

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Tipo di ambiente, superficie indicativa e cosa c'è oggi a pavimento e a parete: con queste informazioni possiamo dirti se il microcemento è la strada giusta e quale ciclo ha senso valutare insieme.

Telefono
331 174 7800
Zona
Lombardia e Piemonte
Orari
Lunedì – Venerdì, 08:30 – 18:30